Scarpette da arrampicata Mad Rock: quale scegliere tra Drone 2.0, D2.ONE e Remora Pro HV
Cerchi delle scarpette Mad Rock e non sai da quale modello partire? Mad Rock è un marchio americano, californiano, che va per la sua strada. La filosofia è semplice: buon materiale a un prezzo onesto, per chi scala tanto. Sviluppa le proprie gomme in casa — la principale, la Science Friction 3.0, nasce in California — e le spalma su tutta la scarpetta. Da noi in Italia ne trovi tre modelli, tutti in versione HV: Drone 2.0 HV, D2.ONE HV e Remora Pro HV. Tre filosofie diverse. Qui sotto c'è il metodo per scegliere la tua, e in fondo il parere di Mickaël, che le usa tutte e tre. Intanto dai un'occhiata alla nostra collezione di scarpette da arrampicata — o climbing shoes, come le chiamano oltreoceano.

Mad Rock, il marchio che punta tutto sulla gomma
Mad Rock nasce in California e da anni fa di testa sua. L'idea di partenza è una: l'arrampicata dovrebbe essere alla portata di tutti. Da qui la scelta — buon materiale, prezzo giusto. Non è roba di fascia bassa. È una scelta precisa. Preferiscono spendere sulla gomma che sul marketing, e si sente.
E la gomma è il loro pallino. Mad Rock produce le mescole in casa, negli Stati Uniti. Ne ha quattro, ciascuna con un compito preciso. La Science Friction 3.0 fa la suola, la R2 fascia il rand. La Xtreme Friction — la più morbida — va sulle zone di presa, come la punta della Remora Pro. La Perma, più dura, sta su altri modelli. E non le tengono solo per la suola: le distribuiscono su tutta la scarpetta. La punta di diamante resta la Science Friction 3.0, quella californiana.
Il loro slogan, in inglese, è «Innovation · Quality · Value». Uno slogan vale quello che vale. Ma la sostanza — la gomma — c'è, e dietro c'è pure una garanzia a vita limitata sui difetti di fabbricazione.
E perché insistiamo tanto sulla resistenza? Perché cambia i conti se scali tre volte a settimana. Tante gomme morbide si bucano dopo uno o tre mesi di palestra. Quelle di Mad Rock reggono dai sei ai dodici. È quello che vediamo noi, a furia di far passare paia per le mani. Per chi macina resina durante la settimana, questo è l'argomento numero uno.
Detto per inciso: tutti e tre i modelli sono vegani — tomaia in Syn Flex, niente pelle, colla senza derivati animali. Mad Rock ci tiene, e per una fetta di arrampicatori conta.
Quale scarpetta Mad Rock fa per te?
Prima di guardare i modelli, tre domande. Rispondere ti toglie i dubbi e ti fa risparmiare soldi.
Palestra o roccia? In palestra, sulla resina, una scarpetta morbida va benissimo: la presa è grande e perdona. Sulla roccia è un altro discorso. Il calcare di Finale o di Arco mangia la gomma morbida in fretta. Fuori conviene qualcosa di più rigido.
Boulder, via o tutte e due? Il boulder puro chiede una scarpetta più aggressiva e curva — le bouldering shoes, per intenderci — che morda l'appoggio sullo strapiombo. La via lunga premia il comfort sulla distanza, quando hai venti metri di resistenza nelle gambe. Se fai un po' di tutto, cerca l'equilibrio.
Quanto pesi? Conta più di quanto sembri. Se stai sotto i 60 kg, una scarpetta molto rigida come la Drone 2.0 fatica a piegarsi. Ti costa caricare il piede. La D2.ONE e la Remora Pro rispondono meglio con poco peso. Sopra i 60 kg, tutte e tre lavorano bene.
E se stai iniziando? Vai sulla D2.ONE o sulla Remora Pro. Perdonano più della Drone, e all'inizio quell'indulgenza la apprezzi.
Con queste risposte in testa, andiamo ai modelli. Pensali come una scala di rigidità, dal più duro al più morbido. Da una parte la Drone 2.0, che spinge più forte ed è più rigida. Dall'altra la Remora Pro. In mezzo la D2.ONE, che fa un po' tutto. Partiamo dalla potente.
Mad Rock Drone 2.0 HV — la scarpetta potente

La Drone 2.0 HV è la più rigida e aggressiva delle tre. Il segreto? Un'intersuola in policarbonato che corre da punta a tallone, 1,8 mm. Quella piastra trasferisce la forza sulla punta e tiene la tensione quando la parete si corica su di te. Appoggi su tacche minuscole e non cede.
È pensata per chi scala già a un buon livello, dall'intermedio in su. Strapiombo, boulder tecnico, roccia impegnativa: lì dà il meglio. Carichi la punta su una tacca invisibile e il piede resta inchiodato.
Cosa la separa da un'altra scarpetta aggressiva? La Science Friction 3.0 tiene forte, ma soprattutto non si consuma così in fretta. Tante aggressive si mangiano la gomma in qualche settimana. Questa regge. Detto onestamente, una scarpetta così rigida non è la più comoda per le sessioni lunghe: vuole un piede già allenato.
E una cosa che spiazza: per quanto sia rigida, la Drone 2.0 se la cava bene anche in placca. La Science Friction 3.0 aderisce eccome, pure con quella piastra sotto. Su granito e arenaria, dove serve gomma che spalma e una punta precisa per stare sui cristalli, funziona. Insomma, non è solo una scarpetta da strapiombo.
Un'altra nota sulla Drone: il tallone. Il 3D Hooking Heel è stampato con scanalature che agganciano nel gesto del heel hook. E il profilo «twisted», torto, ti fa spingere sulla punta anche quando il corpo è storto sullo strapiombo. Dettagli che sul blocco duro fanno la differenza.
La versione HV è per piedi larghi e voluminosi, con collo del piede alto. Se vuoi il dettaglio completo, c'è la recensione della Mad Rock Drone 2.0 HV. E se hai già deciso, qui trovi la scheda della Mad Rock Drone 2.0 HV.
Mad Rock D2.ONE HV — la tuttofare
Un solo paio per fare tutto? È la D2.ONE HV. Mad Rock la chiama «the quiver killer», il coltellino svizzero che manda in pensione le altre. La sua intersuola ibrida — poliestere più policarbonato, 1,8 mm — è «soft enough to feel, stiff enough to fight». Morbida quanto basta per sentire, rigida quanto serve per spingere. Boulder o via, indoor o outdoor: va bene quasi ovunque. Il dettaglio è tutto nella recensione completa della D2.ONE HV, e la scheda è questa: Mad Rock D2.ONE HV.
Mad Rock Remora Pro HV — la morbida e sensibile
All'altro capo c'è la Remora Pro HV. La più morbida, la più sensibile delle tre. L'intersuola è in poliestere puro — la chiamano «Scallop», 1,8 mm — e ti passa ogni presa sotto il piede. Senti la tacca, senti lo sloper, senti perfino la grana della resina. La curvatura è moderata, ma il profilo resta aggressivo.
Quello che la rende speciale è l'arsenale comfort. Il Comfort Disk mette uno strato di EVA sotto la gomma da toe hook e smorza il dolore quando incastri la punta. I Knuckle Bumps — gomma Xtreme Friction sulle nocche delle dita — tolgono pressione dove la scarpetta stringe. L'Heel Lock blocca il tallone perché non balli, il Tension Wrap chiude con due fasce senza sacrificare copertura di gomma. E il tallone è ridisegnato: il 3D Hooking Heel Rim è più piatto e più prevedibile quando fai heel hook.
Dove brilla? In palestra. Sui volumi e sulle aderenze in placca va da sola, e resta precisa sulle tacche. Ma siamo onesti: quella morbidezza che ti conquista sulla resina è un handicap sulla roccia. Fuori la gomma si consuma prima. Per la falesia o il boulder outdoor, meglio la Drone 2.0 o la D2.ONE.
Per chi è, allora? Per chi non sopporta le scarpette rigide e non vuole rinunciare a spingere. Per chi vive di aderenza, di placche tecniche e di sentire ogni millimetro sotto il piede. Se ti ci ritrovi, sai già qual è la tua. Tutto il resto è nella recensione della Remora Pro HV. La scheda è qui: Mad Rock Remora Pro HV.
Science Friction 3.0 — la gomma dietro i tre modelli

Mad Rock ha quattro gomme proprie, ognuna per una zona della scarpetta. Quella che conta qui è la Science Friction 3.0: è la suola di tutti e tre i modelli. Nasce in California, ed è la scommessa forte del marchio. «Stickier, tougher, and smarter», dicono loro. Tradotto senza fronzoli: aderisce e dura.
In pratica cosa significa? Che tiene a sufficienza sia sul boulder sia in falesia. Ma soprattutto che resiste all'abrasione. È questa resistenza a ritardare il momento in cui la punta comincia a bucare. Ed è da lì che escono i sei-dodici mesi di durata di cui parlavamo.
Si sente sotto il piede? Sì. La gomma incolla dalla prima pestata, senza quel rodaggio che chiedono altre suole. E quell'aderenza non svanisce dopo due uscite.
Un dettaglio sulla Remora Pro. La sua zona di punta monta Xtreme Friction, la mescola più morbida, non la gomma della suola. È una scelta di costruzione, pensata per i toe hook. La suola, sui tre modelli, resta Science Friction 3.0.
Mad Rock lavora in tutto quattro mescole, ognuna con un compito preciso. Dove stanno sulla scarpetta, e perché la gomma dura così tanto? Le abbiamo aperte una per una nella guida alla gomma delle scarpette Mad Rock.
Che taglia di scarpette Mad Rock scegliere?
Qui Mad Rock non ragiona come la maggior parte dei marchi. Niente «scendo di una o due taglie». Il sistema parte dalla tua taglia misurata — piede a terra, su un foglio — e propone quattro livelli di calzata:
- Comfort: misurata + 1. Per stare comodo tutto il giorno, per iniziare, per le vie lunghe.
- Aderente: misurata + 0,5. Un pizzico di precisione senza soffrire.
- Performance: la tua taglia misurata. Calzata da prestazione, senza gioco.
- Ultra-aderente: misurata − 0,5 fino a − 1. Solo se sai cosa cerchi.
Un avviso, importante. Lascia perdere il vizio «meno due taglie» di altre marche. Con Mad Rock soffriresti per niente. E una scarpetta che fa male ti fa scalare peggio, non meglio.
Un altro punto sul tessuto: la tomaia è sintetica — i tre modelli sono vegani — quindi cede pochissimo con l'uso. Non contare sul fatto che si allarghino come la pelle. Scegli la taglia pensando a come le vuoi dal primo giorno.
E perché tutti e tre sono HV? HV vuol dire alto volume: piede largo e collo del piede alto. Se i tuoi piedi riempiono già la scarpa di tutti i giorni, la forma HV ti calza meglio. Vale anche se altre scarpette ti stringono sul collo del piede. È il telaio che i tre modelli condividono.
Il parere di Mickaël Mawem, campione del mondo di boulder

Mickaël Mawem — cofondatore di shopclimbing e campione del mondo di boulder — le usa tutte e tre. Non da vetrina: in gara, in allenamento e sui suoi progetti. Gli abbiamo chiesto cosa pensa di ciascuna.
Sulla Drone 2.0: «L'adoro in falesia. Funziona molto bene anche in palestra, ma è fuori che prende tutto il suo senso, quando serve una scarpetta aggressiva che tenga nel tempo. È la più potente di Mad Rock: rigida, tagliata per gli strapiombi e i piccoli appigli. Top sulle vie impegnative.»
Sulla D2.ONE: «La mia scarpetta polivalente, quella che fa tutto. Le uso in gara, in allenamento e sui miei progetti. La loro intersuola ibrida (poliestere + policarbonato) dà sia precisione sugli spigoli sia morbidezza sui volumi. Quando non so su cosa mi troverò, sono queste che metto.»
Sulla Remora Pro: «Le mie scarpette di tutti i giorni in palestra. Performanti, ma soprattutto piacevoli da indossare sessione dopo sessione. Molto morbide, quindi ottime sui volumi e sulle aderenze in placca, restando precise sulle tacche. Sulla roccia invece preferisco le mie altre scarpette: la morbidezza le consuma più in fretta in outdoor.»
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Perché comprarle da noi? Perché non ti raccontiamo storie. Scaliamo, il materiale lo conosciamo e ti diciamo davvero cosa ne pensiamo. E perché ragioniamo come Mad Rock: prezzo giusto. I tre modelli li paghi meno che sulla maggior parte dei siti europei.
Per non perderti, in breve:
- Mad Rock Drone 2.0 HV — la potente, per strapiombo e roccia impegnativa.
- Mad Rock D2.ONE HV — la tuttofare, un paio per ogni cosa.
- Mad Rock Remora Pro HV — la morbida e sensibile, regina della palestra.
La collezione di scarpette da arrampicata è a un clic. Scegli quella che si adatta alla tua arrampicata, non quella che fa più figura in foto. Il piede se ne accorge già alla prima tacca di Finale.