Mad Rock Remora Pro HV: recensione della scarpetta morbida
Cerchi una scarpetta che ti lasci sentire tutto sotto il piede? Il Mad Rock Remora Pro HV è nato apposta. Nella gamma Mad Rock è la morbida, la sensibile, quella che rinuncia alla rigidità per farti sentire davvero l'appoggio. Mad Rock la riassume così — «built to feel everything», costruita per sentire ogni cosa — e per una volta lo slogan non gonfia. Intersuola in poliestere puro, un arsenale di comfort, un tallone ridisegnato. In questa recensione la smontiamo pezzo per pezzo: per chi è, dove brilla e dove cede. Alla fine trovi il parere di Mickaël, che la calza tutti i giorni in palestra. Se stai ancora scegliendo tra i tre Mad Rock — climbing shoes, come le chiamano oltreoceano — passa prima dalla nostra guida alle scarpette Mad Rock.

Remora Pro HV: per quale arrampicatore?
Per chi il piede lo sa già mettere. Il Remora Pro non perdona la pigrizia tecnica: ti dà informazione, non te la corregge. Se stai ancora imparando a caricare il piede, un modello più rigido ti sorregge di più. Questa premia chi legge la parete con la pianta.
Qui comanda la sensibilità. Con un'intersuola così morbida senti la tacca, senti lo sloper, senti persino la texture della resina sotto le dita. E quell'informazione diventa fiducia: appoggi, senti che tiene, carichi. Sui volumi e sulle aderenze piatte, leggere l'appoggio al tatto vale oro.
C'è una seconda gamba: il comfort. Mad Rock ha riempito questo modello di dettagli pensati per le sessioni lunghe in palestra, quelle infrasettimanali. Non è una scarpetta da un tiro e via. È di quelle che ti tieni ai piedi tra un tentativo e l'altro senza imprecare ogni minuto.
E per chi non è? Per chi cerca sostegno prima di tutto. Se vuoi che la scarpetta faccia una parte del lavoro — spingere al posto tuo, reggere il peso — questa non fa per te. È un modello da intermedio in su, per chi già gode nel sentire la parete. Gli americani le cercano online come bouldering shoes — le scarpette da boulder. Ed è proprio lì, tra i blocchi e i volumi della palestra, che il Remora Pro dà il meglio.
Morbida ma con le risorse: la costruzione

Morbida non vuol dire povera. Anzi. Il Remora Pro è la scarpetta con più risorse di costruzione di tutta la gamma Mad Rock. Partiamo dal basso, con ordine.
L'intersuola è una lastra di poliestere puro da 1,8 mm che Mad Rock chiama «Scallop». È lei a dare quella flessibilità estrema. Poliestere senza rinforzi, punto: ecco perché il Remora Pro è la più morbida della famiglia. Dove il Drone monta una placca rigida per la potenza, qui di placca non c'è traccia. Senti la presa sotto il piede, non una suola che fa da schermo.
Anche la gomma ha la sua logica. Mad Rock le produce negli Stati Uniti, quattro mescole, una per zona. La Science Friction 3.0 — la migliore, fatta in California — va sotto, nella suola: più aderente e più resistente della media. La Science Friction R2 fascia il tallone nel rand. La Xtreme Friction, la più tenera, resta per le zone di aggancio. Ogni gomma al suo posto.
Il tallone è nuovo di disegno. Si chiama 3D Hooking Heel Rim ed è ancora in attesa di brevetto. La differenza? Una forma più piatta con un bordo di spinta, così l'heel hook diventa più prevedibile e appoggi più superficie di gomma. Quando talloni su un volume grande, quella superficie in più la senti.
Poi arriva l'arsenale di comfort, ed è qui che il Remora Pro si stacca dal resto:
- Il Comfort Disk infila uno strato di schiuma EVA sotto la gomma di toe hook. In pratica: i toe hook duri fanno meno male e reggi la posizione più a lungo.
- I Knuckle Bumps sono inserti in Xtreme Friction sulle nocche delle dita. Tolgono pressione quando la scarpetta stringe davvero.
- L'Heel Lock blocca il tallone con schiuma cucita nella coppa, così non balla quando talloni.
- Il Tension Wrap è la chiusura: due punti di Velcro senza sacrificare la gomma sulla punta.
Perché tanto comfort in una scarpetta così tecnica? Perché una scarpetta morbida e un toe hook duro, di solito, fanno rima con dolore. Mad Rock ha preso quel punto dolente e ci ha messo la schiuma. Lo stesso vale per le nocche: in una calzata stretta sono tra le prime a lamentarsi. Sono accorgimenti che in foto non vedi, ma che senti alla terza ora di palestra.
Un dettaglio che spesso confonde. La punta del Remora Pro non porta la gomma della suola, ma Xtreme Friction, la più morbida di Mad Rock. È un accorgimento di costruzione pensato per il toe hook e per proteggere le dita. Non è la gomma con cui spalmi o mordi la tacca.
Non tutto è esclusiva del Remora Pro. Con le sorelle divide il telaio di casa. Punta stampata a compressione, suola concava brevettata, sistema Arch Flex che regola la tensione del piede. La tomaia è in Syn Flex sintetico, la lingua un 3D Mesh traspirante. Tutto questo, da solo, non lo noti. Lo senti quando la scarpetta si muove con te. E sì, è vegana, come tutta la gamma.
Sulla parete: le sensazioni
E tutto questo, scalando, come si traduce? In una parola: adattamento. Su un volume la suola morbida si spalma sulla forma e prende più superficie. Sulle aderenze piatte, dove non c'è tacca da mordere ma solo gomma contro parete, quel poliestere flessibile lavora a favore. Il piede si incolla, non scivola.
Oggi in palestra il volume la fa da padrone, ed è proprio lì che il Remora Pro si esalta. Grandi superfici inclinate, niente spigolo da agganciare, solo gomma ed equilibrio. Pensa al tipo di aderenza che trovi sui blocchi di quarzite a Varazze: lì non spingi su una tacca, ti fidi della gomma spalmata. Con una suola così morbida il piede si versa sulla presa e tiene dove un modello più rigido pattinerebbe.
E negli agganci? Qui l'arsenale di comfort smette di essere marketing. In un toe hook forzato il Comfort Disk ammortizza e reggi la posizione senza che le dita urlino. I Knuckle Bumps fanno il loro quando la scarpetta stringe. E nell'heel hook il tallone nuovo appoggia piatto e prevedibile: agganci, carichi e non pattina.
Sulle tacche piccole tiene meglio di quanto ti aspetti da una scarpetta così morbida. Non è il suo terreno: per le tacche minuscole ci sono profili più rigidi. Ma la punta risponde e non si piega al primo carico. Resti preciso dove pensavi di perdere il piede.
Un'ultima cosa sul piede attivo. Con una suola che flette così, sei tu a dover tenere la tensione: se molli, la scarpetta molla con te. Chi ha un buon gioco di piedi ci guadagna precisione. Chi tira via il piede la trova imprecisa, e non è colpa della gomma.
Poi c'è il tallone, e qui si aprono le due scuole di pensiero. Chi ama la sensibilità apprezza una banda sottile che gli fa sentire la roccia. Chi vuole struttura e protezione la troverà scarna. Il Remora Pro sta con la prima scuola, dichiaratamente. Se sei dell'altra, lo sentirai al primo tentativo.
Ora la parte scomoda, e qui tocca essere onesti. Quella morbidezza che ti fa innamorare in palestra fuori diventa un handicap. La gomma così flessibile soffre di più contro lo spigolo e si consuma prima che sulla resina. Non è che non valga all'aperto: è che dura meno. Se la tua arrampicata vive di roccia, ci sono Mad Rock più adatte per quello.
Palestra o roccia?
È il dubbio che genera più domande, quindi andiamo dritti al punto.
Per la palestra il Remora Pro va oltre il sufficiente. La resina perdona, le prese sono grandi, i volumi premiano la superficie di gomma. E le sessioni lunghe infrasettimanali ringraziano quel comfort in più. È il suo habitat.
Per la roccia la faccenda cambia. La morbidezza che è un vantaggio sulla resina fuori si trasforma in usura. Sul calcare a tacche pulito, dove ogni millimetro di gomma conta, questo modello cede prima. La Science Friction 3.0 regge bene l'abrasione, vero, ma una suola così morbida si consuma in fretta quando la trascini sullo spigolo. Se scali soprattutto all'aperto, guarda prima due sorelle più dure. C'è la Drone 2.0 HV, più rigida e tagliata per lo strapiombo. Oppure la D2.ONE HV, la tuttofare che regge meglio lo spigolo di fuori.
La regola veloce? Se la tua settimana è palestra con qualche uscita nel weekend, il Remora Pro ti calza. Se è il contrario, punta su una sorella più dura.
Che taglia? Il sistema Mad Rock
Qui Mad Rock non ragiona come il resto. Niente «scendi di una o due taglie a occhio». Il sistema parte dalla tua misura reale — piede piatto, su un foglio, con una matita — e da lì tira fuori quattro livelli:
- Comfort: misura reale + 1. Per tutto il giorno, per iniziare, per le vie lunghe.
- Snug: misura reale + 0,5. Un punto di precisione senza soffrire.
- Performance: la tua misura reale esatta. Calzata aderente, senza gioco.
- Downsized: misura reale − 0,5 fino a − 1. Solo se sai bene cosa cerchi.
Un avviso che vale oro. Non portarti su Mad Rock il riflesso di scendere di due numeri che hai preso con un'altra marca. Soffriresti per niente. E una scarpetta che fa male ti fa scalare peggio, non meglio.
Attenzione anche a giudicare dai primi cinque minuti. La tomaia è sintetica — il Remora Pro è vegana — quindi cede pochissimo con l'uso. Non contare su un cuoio che si allarga: la sensazione del primo giorno è quella che ti porti per tutto l'anno. Scegli la taglia pensando a come la vuoi da subito.
E perché HV? Vuol dire alto volume: piede largo, collo del piede alto, tallone grosso. Se i tuoi piedi riempiono la scarpa di tutti i giorni, la forma HV ti sta meglio. E anche se altre scarpette ti stringono sul collo.
Un consiglio da negozio: se puoi, provale con calma prima di scegliere. Cammina un po', appenditi a una presa, talloni su uno spigolo. La forma HV è larga, ma ogni piede è un mondo a sé. E siccome cede pochissimo, quello che senti in negozio è quello che porti in parete.
Un ultimo dettaglio pratico. Le taglie US M 3 e M 3.5 non sono sempre a magazzino: vanno ordinate scrivendo a support@madrockclimbing.com. Se hai un piede piccolo, tienilo presente prima di decidere.
Il parere di Mickaël Mawem, campione del mondo di boulder

Mickaël Mawem — cofondatore di shopclimbing e campione del mondo di boulder — non calza il Remora Pro per la foto. È la sua scarpetta di tutti i giorni in palestra, sessione dopo sessione, tra un progetto di blocco e l'altro. Gli abbiamo chiesto cosa gli dà e cosa non le chiede.
«Le mie scarpette di tutti i giorni in palestra. Vanno forte, ma soprattutto piacevoli da indossare sessione dopo sessione. Molto morbide, quindi ottime sui volumi e sulle aderenze in placca, restando precise sulle tacche. Sulla roccia invece preferisco le mie altre scarpette: la morbidezza le consuma più in fretta in outdoor.»
Guarda il dettaglio finale. Nemmeno un campione del mondo chiede a questo modello ciò che non è: per l'aperto cambia paio. È la lettura onesta del Remora Pro, la stessa che tiriamo fuori noi dalla sua scheda di costruzione.
Comprare la Mad Rock Remora Pro HV su shopclimbing
Perché comprarla qui? Perché scaliamo, il materiale lo conosciamo e ti diciamo davvero cosa ne pensiamo, senza venderti fumo. E perché condividiamo la linea di Mad Rock: prezzo giusto. Per quello che ti dà sotto il piede, il Remora Pro resta una scarpetta tecnica dal prezzo onesto.
Sì, costa un filo più della Drone 2.0 o della D2.ONE. Quel qualcosa in più se ne va nell'arsenale di comfort e nel tallone ridisegnato, non nella confezione. Se vivi in palestra, lo recuperi in comodità sessione dopo sessione.
Se hai le idee chiare, la scheda è questa: scheda prodotto della Remora Pro HV. Se sei ancora indeciso tra i tre modelli, torna a leggere quale modello scegliere. Oppure fatti un giro tra tutte le scarpette da arrampicata.
Il Remora Pro non è per tutti. È per chi scala sulla resina, vive di aderenza e vuole sentire ogni millimetro sotto il piede. Se ti sei riconosciuto in questa frase, sai già qual è la tua. La senti dal primo volume.