La gomma delle scarpette Mad Rock: come funzionano le 4 mescole

Quando scegli una scarpetta guardi la forma, il downturn, la rigidità. Ma alla fine, sotto il piede, conta una cosa sola: la gomma. È lei che aderisce alla presa o che ti molla di colpo. È lei che si consuma tentativo dopo tentativo. È lei che ti porta a fine stagione o che buca dopo due mesi. Da Mad Rock la gomma non è mai un dettaglio lasciato al caso.

Mad Rock ne ha fatto un sistema. Quattro mescole diverse, ognuna con un compito preciso, ognuna al suo posto sulla scarpetta. Non la stessa gomma spalmata dappertutto, ma la gomma giusta dove serve.

In questa guida vediamo le quattro mescole una per una — Science Friction 3.0, R2, Xtreme Friction, Perma. Cosa fa ciascuna, dove sta, perché proprio lì. Poi come Mad Rock costruisce una scarpetta zona per zona, cosa cambia da un modello all'altro, come lavora la gomma sulla roccia italiana. Chiudiamo con il parere di Mickaël e con la risuolatura. Trovi tutti i modelli nella nostra collezione di scarpette da arrampicata. Online le trovi anche come "Mad Rock climbing shoes" — ma la gomma resta la stessa che ti raccontiamo qui.

Primo piano di una scarpetta Mad Rock in appoggio su una presa di resina in palestra, la gomma a contatto con la presa

Perché la gomma decide tutto sotto la scarpetta

La gomma è l'unica interfaccia tra il tuo piede e la presa. Nessun downturn, nessuna intersuola, nessuna costruzione per quanto raffinata compensa una gomma che non tiene. Da un appoggio incerto fa un appoggio sicuro. Da un passaggio che non provi, uno che chiudi.

Il problema è che a questa gomma chiedi due cose che si contraddicono. Da un lato l'aderenza: una gomma morbida segue la forma della presa e spalma sul liscio, ma si consuma in fretta. Dall'altro la tenuta e la durata: una gomma più dura mantiene lo spigolo netto — il bordo che ti fa stare su una tacca minuscola. Dura di più, ma aderisce meno sul levigato. Senza un compromesso non si esce.

Ecco perché una marca seria non usa la stessa gomma ovunque. La modula zona per zona, secondo il compito di ciascuna parte. Mad Rock spinge questa logica fino in fondo. Quattro mescole sviluppate in casa, prodotte in California. Nemmeno una gomma comprata da terzi sulla scarpetta.

E c'è un argomento che pesa sul portafoglio: la durata. Tante gomme morbide della concorrenza bucano sulla punta dopo uno-tre mesi di palestra intensa. Quelle di Mad Rock reggono sei-dodici mesi. Se scali tre volte a settimana, fai il conto: cambia ogni quanto le porti a risuolare, e cambia quanto spendi in un anno. Non è un numero da scheda tecnica. È il tuo budget.

Le quattro mescole di Mad Rock

Mad Rock sviluppa quattro gomme, ciascuna con un ruolo chiaro. Capisci queste, e capisci come la marca mette insieme le sue scarpette.

Science Friction 3.0 — la mescola principale

La Science Friction 3.0 è la firma di Mad Rock. La gomma di riferimento, sviluppata e prodotta in California. La trovi sulla suola di tutti i modelli e sui componenti stampati — tallone 3D, suola concava, toe patch sagomato. È la gomma che tocca davvero la roccia e la resina.

Mad Rock descrive la terza generazione con tre parole: "stickier, tougher, and smarter" — più adesiva, più resistente, più intelligente delle versioni precedenti. In concreto vuol dire migliore resistenza allo strappo e memoria di forma: la gomma torna alla forma di partenza invece di deformarsi per sempre. Sul campo si traduce in più grip E più durata. Proprio le due cose che di solito ti vendono come inconciliabili.

Science Friction R2 — la gomma del rand

La Science Friction R2 è la gomma del rand — la fascia di gomma spessa 1,8 mm che avvolge la scarpetta tutt'intorno. Il rand non tocca la presa. Il suo lavoro è un altro: calzata, tenuta, tensione.

La R2 è pensata per l'elasticità, non per il grip. Cede al punto giusto senza perdere tenuta, così la scarpetta resta incollata al piede senza le zone di pressione dei modelli troppo rigidi. È il cuore del sistema Arch Flex. Mad Rock la usa anche sul rand del tallone, e c'è un motivo. Un tallone chiuso in una gomma dura lavorerebbe contro la roccia durante un Heel Hook, non con lei. La R2 lo lascia lavorare come un guanto.

Xtreme Friction — la mescola più morbida

La Xtreme Friction è la gomma più morbida del catalogo. Sta sul toe patch — la zona del Toe Hook, sul dorso delle dita — e sui Knuckle Bumps. Questi cuscinetti sopra le nocche li trovi solo sul Remora Pro.

La morbidezza è voluta. Un Toe Hook vive del contatto, non della durezza: più la gomma è morbida, meglio si aggrappa al volume, allo spigolo, alla presa da sopra. I Knuckle Bumps, nella stessa Xtreme Friction, attutiscono un punto di dolore che conosci bene — la pressione sulle nocche quando la scarpetta calza stretta. Mad Rock gioca sulla densità a seconda della zona: grip davanti, ammortizzazione sopra.

Perma — la mescola resistenza

La Perma insegue un obiettivo solo: durare il più a lungo possibile. E farlo mantenendo un'aderenza vicina a quella di una gomma classica. È il compromesso spostato tutto sulla longevità. Sui tre modelli di cui parliamo qui — Drone 2.0, D2.ONE e Remora Pro — non la trovi. Sta su altri modelli della gamma, quelli tagliati per durare, fuori dal trio che confrontiamo.

Mad Rock la produce anche in versioni non-marking: non lasciano strisce nere sulle prese di resina. In palestra è un dettaglio che i gestori apprezzano.

Macro della suola di una scarpetta Mad Rock con la gomma Science Friction 3.0, il rand e il toe patch sagomato

Una mescola per zona — come Mad Rock costruisce una scarpetta

Il senso di queste quattro gomme si vede quando percorri una scarpetta zona per zona. Niente è lasciato al caso.

Sotto il piede, sulla suola, c'è la Science Friction 3.0 — aderenza e spigolo insieme. Sul rand tutt'intorno corre la Science Friction R2: elasticità al posto del grip, perché quel rand non tocca la presa, tiene il piede in posizione. Sul rand del tallone, di nuovo la R2. Un tallone chiuso in gomma dura lavorerebbe contro la roccia nel Heel Hook — così invece cede dove serve.

Sul toe patch — la zona dei Toe Hook sul dorso delle dita — Mad Rock cambia a seconda del modello. Il Remora Pro HV qui monta Xtreme Friction, la gomma più morbida. Il D2.ONE HV e il Drone 2.0 HV usano invece la Science Friction 3.0. Morbida e adesiva al massimo sulla scarpetta da palestra, piena di Toe Hook sui volumi. Più dura e più durevole sui modelli che lavorano anche sulla roccia.

A rendere possibile tutto questo c'è la costruzione stampata a compressione — la Compression Molded Toe Box. Sulle scarpette classiche i pezzi di gomma dell'avampiede vengono incollati a mano. Il difetto che le manda in pensione più spesso è la delaminazione: la gomma si stacca, spesso proprio dal toe patch. Qui invece l'avampiede è stampato sotto pressione in un pezzo unico. Niente fessura di colla, niente superfici che si scollano. La forza passa diretta dal piede alla suola, e la durata sale parecchio.

Un dettaglio intelligente: il toe patch stampato in 3D fa anche da indicatore di usura. Quando sotto la gomma grigia comincia ad affiorare il nero, sai che la risuolatura si avvicina. Niente indovinelli a metà di un tentativo.

Cosa cambia a seconda del modello

I tre modelli HV condividono la stessa base di gomma — Science Friction 3.0 sulla suola, R2 al rand. A differenziarli è l'intersuola, più qualche aggiunta mirata sopra.

Il Drone 2.0 HV monta un'intersuola in policarbonato per tutta la lunghezza, 1,8 mm, dal tallone alla punta. La base più rigida della famiglia. L'avampiede diventa quasi una lista: la forza va nella punta senza dispersioni. È la scarpetta di potenza per strapiombo, tetto e boulder duro — le bouldering shoes che cerchi quando la parete strapiomba sopra la tua testa. Tutti i dettagli nella recensione della Mad Rock Drone 2.0 HV.

Il D2.ONE HV usa un'intersuola ibrida — 1,8 mm di poliestere compresso, laminato con il policarbonato in un'unica piastra. Poliestere per la sensibilità, policarbonato per la rigidità di spigolo. La formula di Mad Rock: "soft enough to feel, stiff enough to fight", abbastanza morbida da sentire, abbastanza rigida da combattere. La tuttofare, a casa dentro come fuori. Tutti i dettagli nella recensione completa della D2.ONE HV.

Il Remora Pro HV punta su un'intersuola "Scallop" in poliestere puro, 1,8 mm, senza piastra di policarbonato. La più morbida delle tre. In più ha componenti che nessun altro Mad Rock monta. Un toe patch in Xtreme Friction, i Knuckle Bumps, un Comfort Disk in EVA sotto la gomma da Toe Hook, un Heel Lock in EVA nel tallone. La scarpetta da palestra e da allenamento. Tutti i dettagli nella recensione della Remora Pro HV.

Alla fine è tutto qui: tre volte Science Friction 3.0 sotto la suola, tre volte R2 al rand, tre costruzioni completamente diverse sopra. La gomma è la base comune. Il resto decide come scali.

La gomma Mad Rock sulla roccia italiana

Sulla scheda tecnica è tutto equilibrio. In palestra e in falesia la storia cambia. La superficie conta, e la gomma non reagisce uguale dappertutto.

In palestra, sulla resina, la Science Friction 3.0 fa valere la durata. Le prese in resina polimerica mangiano la gomma morbida nel giro di settimane. La SF 3.0 tiene: a tre-cinque sessioni a settimana arrivi a sei-dodici mesi prima che la punta buchi. Con una morbida della concorrenza, spesso due-tre mesi.

Sul calcare di Finale e di Arco è un altro discorso. Il calcare liscio e lavorato vive di aderenza — e la SF 3.0 spalma sui passaggi levigati. Fuori la durata scende, inutile nasconderlo. Ma una stagione con trasferte regolari la reggi senza problemi.

Sul granito della Val di Mello, o sull'arenaria, la roccia granulosa premia la combinazione tra il grip della SF 3.0 e la punta precisa stampata. Lì ogni fibra della suola conta.

Il principio è semplice: più la roccia è aggressiva, più corta è la durata. Ma il confronto con la concorrenza resta lo stesso. Dove una gomma morbida è finita in due mesi, la SF 3.0 tiene il doppio o il triplo — sulla resina, sul calcare, sul granito.

Cosa dice Mickaël Mawem sulla gomma

Mickaël Mawem in azione su un boulder con le scarpette Mad Rock, la gomma visibile sulla presa

Mickaël Mawem — cofondatore di shopclimbing e campione del mondo di boulder — scala con tutti e tre i modelli HV. Il D2.ONE in gara, in allenamento e sui progetti. Il Drone in falesia. Il Remora Pro tutti i giorni in palestra. Tre scarpette, tre usi diversi, la stessa Science Friction 3.0 sotto il piede. E quando parla di gomma, il tema che torna è come tiene nel tempo.

Sul Drone, la scarpetta che dà il meglio fuori: «L'adoro in falesia. Funziona molto bene anche in palestra, ma è fuori che prende tutto il suo senso, quando serve una scarpetta aggressiva che tenga nel tempo. È la più potente di Mad Rock: rigida, tagliata per gli strapiombi e i piccoli appigli. Top sulle vie impegnative.»

Sul Remora Pro, dove la morbidezza ha il suo prezzo: «Le mie scarpette di tutti i giorni in palestra. Performanti, ma soprattutto piacevoli da indossare sessione dopo sessione. Molto morbide, quindi ottime sui volumi e sulle aderenze in placca, restando precise sulle tacche. Sulla roccia invece preferisco le mie altre scarpette: la morbidezza le consuma più in fretta in outdoor.»

È il compromesso della gomma, detto da chi la porta ogni giorno. La Science Friction 3.0 sul Drone regge le stagioni fuori. Una gomma più morbida ti dà contatto e sensibilità, ma la paghi in consumo sulla roccia. Mickaël sceglie la mescola giusta per come scala quel giorno.

Risuolatura con le mescole originali

C'è un punto che nel discorso gomma passa spesso sotto silenzio: la risuolatura. Quando dopo una stagione la suola buca sulla punta, non puoi far risuolare un Mad Rock con una gomma qualsiasi. Molte officine montano mescole standard — Vibram, Stealth, quello che capita. E quello che ti torna indietro non è più la stessa scarpetta.

Da shopclimbing risuoliamo i Mad Rock con le gomme originali — la stessa Science Friction 3.0 che c'era dall'inizio. La toe box stampata a compressione resta intatta, la costruzione continua a lavorare come il primo giorno. La scarpetta si prende una seconda vita tecnicamente identica alla prima.

Su un Mad Rock il conto torna. Una gomma che dura un anno, più una risuolatura con gomma originale: due anni di uso ad alto livello, al prezzo di una buona scarpetta. Su un modello che comunque buca dopo due mesi, il calcolo è tutt'altro.

Quale Mad Rock per quale pratica?

La gomma è la base. L'uso decide la scarpetta. In breve:

  • Strapiombo, tetto, boulder duro → Mad Rock Drone 2.0 HV. Piastra di policarbonato per tutta la lunghezza, profilo aggressivo.
  • Una scarpetta per tutto → Mad Rock D2.ONE HV. Intersuola ibrida, downturn controllato.
  • Tre-cinque sessioni a settimana in palestra, sensibilità e comfort sulla lunga → Mad Rock Remora Pro HV. Intersuola Scallop, toe patch in Xtreme Friction, Knuckle Bumps.

Tutti e tre sono modelli HV — High Volume, tagliati per piede largo e collo del piede alto. Se altre scarpette europee ti stringono, HV è il tuo taglio. E se sei ancora indeciso, la nostra guida a tutte le scarpette Mad Rock ti aiuta nel confronto finale.

Un sistema di gomme pensato

La gomma Mad Rock non è un argomento di marketing. È un sistema — quattro mescole, ognuna con il suo compito, ognuna al suo posto. La Science Friction 3.0 sotto la suola per grip e durata. La Science Friction R2 al rand per elasticità e calzata. La Xtreme Friction sul toe patch e sui Knuckle Bumps del Remora Pro per contatto e ammortizzazione. La Perma dove la longevità viene prima di tutto. Tenuto insieme da una costruzione stampata che alla delaminazione non lascia spazio.

Il risultato sono scarpette che aderiscono E durano. Per te vuol dire più grip, più sessioni per paio, meno acquisti in un anno. Trovi il tuo modello nella nostra collezione di scarpette da arrampicata. E quando dopo una stagione il tuo Mad Rock buca, alla risuolatura lo riportiamo a nuovo con le gomme originali. Che tu spalmi sul calcare di Finale o chiuda un blocco in Val di Mello, poco importa. Sotto il piede lavora sempre la stessa gomma — quella che dura.

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